jeudi, mars 22, 2007



Mancanza di rispetto

Tendo ad associare tipologie di vetture a tipologie di persone. Credo capiti a molti.
Questo perchè l'automobile si è imposta con tale importanza nella nostra società e nella nostra vita che sono certo nessuno si meraviglierà se dico che essa è considerabile come un membro della famiglia, al pari di nonni, genitori, figli e animali vari.

La Cara e Vecchia 500 è un'anziana signora che porta meravigliosamente gli anni che ha. Una signora che in vita sua ne ha viste di cotte e di crude e che ora si vuol godere la sua vecchiaia, sapendo di poter contare sulla sua fama che l'ha resa celebre a tal punto da farla divenire il simbolo del Miracolo Italiano del dopoguerra.

Ci vuole rispetto, dunque, per la 500. La FIAT questo rispetto non ce l'ha avuto e ha proposto sul mercato la Nuova 500, una rivisitazione del capolavoro italiano dal profilo davvero basso. Una via di mezzo fra una Nissan Micra e una Nuova Mini Rover. Che non mi interessa giudicare in quanto vettura ma che non accetto porti il nome di Nuova 500!

Dopo aver rovinato la magia del nome Panda che prima voleva dire "quattro ruote, un motore e buona fortuna", sfoderando l'improbabile Nuova Panda, ora la nostra più celebre industria cala la carta del re-make di un oggetto che è sui libri di storia e che è, di per se, intoccabile.

Il problema è la mancanza di nuove alternative e nuove proposte nel mondo delle automobili dei giorni nostri. Si va verso un'omologazione e un accorpamento di tutte le Case Automobilistiche che seguiranno dunque un unico processo di produzione dettato da un unico iter progettuale.

Penso che sarebbe veramente il momento giusto per la nostra FIAT di staccarsi dal gruppone General Motors e cercare di risollevare le sue preoccupanti finanze puntando sull'originalità del Made in Italy, su quel gusto italiano che è forse la nostra più grande qualità e che in passato ha dato alle luce una vettura perfetta, dal nome modesto...

FIAT 500.

Sipario...

23 Comments:

Anonymous Anonyme said...

Beh che dire, sulle vetture d'epoca mi sento chiamato in causa. tra la fiat 500 e la vespa piaggio, due miracoli in poco tempo in un periodo in cui di miracoli se ne vedevano pochi. Ai giorni nostri in cui miracoli se ne vedono ancora meno, si pensa bene di bestemmiare, come tu hai ben detto, storpiando miti della levatura della panda. Tutti simboli di una società che si evolve, in peggio, che va verso la standardizzazione, delle menti prima di tutto ( vedi 1984 ), non mi sorprenderei se fra una decina di anni, nelle varie fabbriche e uffici, si dedicheranno 15 minuti all'ODIO verso qualcuno o qualcosa.

basta. troppo arrabbiato, non voglio essere arrabbiato.

P.S. In 1984 i minuti d'odio sono solo 10, ma si sa la verità supera sempre la fantasia.

Lione di Giuda

anzi no Guglie

11:34  
Anonymous Anonyme said...

i 15 minuti potevi dire che erano una citazione dal programma che Andy Warhol faceva insieme ad altri tipi..
Comunque io difendo la fiat..alla fine questa nuova macchina (che ovviamente non è la 500 così come i nuovi scooter piaggio non sono la vespa..)farà venire voglia di riusare la vecchia cinquecento e questo alla fine è un bene!
Fabrizio
E comunque la macchina più riuscita degli ultimi anni è la doblò..onesta

16:31  
Anonymous metal said...

nostalgico gaspa, questo e' accaduto per un sacco di cose.. il revival c'e' da secoli, in architettura, nell' arte, nella letteratura, nella moda, nella musica. e' tutto un neo-neo-neo qualcosa, e l'industria automobilistica non e' da meno.ma non mi spaventa questo. e' come se ci fossi abituato. penso che la rivoluzione industriale ha permesso di creare in serie tanti oggeti uguali, cosa impensabile prima di allora, e' da lì che a parer mio e' nata l'omologazione, la standardizzazione. non e' quindi poi così recente. la diversita' non sta in quello che hai, ma in quello che sei. e io non mi sento di essere un auto.o un paio di occhiali. o un scooter.o un cd. una canzone, forse, ma un cd no.

16:05  
Anonymous Anonyme said...

Si Metal.

Willy

18:21  
Anonymous Anonyme said...

torno a commentare..
a me non disturba la standardizzazione, il concetto è quanto di più democratico e ammirevole..non tanto produrre oggetti uguali ma oggetti per tutti. mi piace.
però mi sta sul cazzo l'operazione commerciale fighetta della 500..potevano sbattersi e fare una macchina superpiccola ad un prezzo davvero competitivo -sei/settemila euri per capire- senza rinunciare alla bellezza dell'oggetto..questa è la cinquecento!mio nonno e tutta italia mica se la sono presa perchè era bella..perchè era l'unica che si potevano permettere. Il mito della cinquecento è nato così..questa è solo una bella riproposizione estetica senza contenuti..mi piace perchè è bella ma il suo successo sarà solo momentaneo..
la panda è stata la cinquecento degli anni 80..sarà bella sempre..quanto mi manca..
fabrizio

10:45  
Anonymous Anonyme said...

Si Fabri.

Willy

14:00  
Anonymous Rufus in fabula said...

La necessità e il mito di un oggetto sono due fasi temporalmente incompatibili. L'idea di bellezza nasce dal ricordo di una funzionalità ben soddisfatta che non è più necessità. Non è vero che la 500 o la Vespa ERANO più belle delle macchine d'oggi. SONO più belle, per il fatto che non sono indispensabili, e in merito di quel ricordo nostalgico (che a me non piace quando non è personale, ma extragenerazionale... non mi sembra autentico). Mi è capitato con la mia Nuova 500 (ormai vecchia): mi piace ora che è tutt'altro che efficiente.
Il senso dello spreco e dell'inutilità, uniti all'idea mitica di un'epoca passata, sono due cause fortissime per il senso della bellezza. E poi le auto d'oggi non possono simbolicamente competere: non più oggetti di speranza come la 500, ma custodi di lussuria, traffico, inquinamento e morte.

P.S.: Giuro che tornerò ai miei commenti brevi.

18:33  
Anonymous Anonyme said...

Si Truffa.
Fabri

13:53  
Anonymous Anonyme said...

No truffa.

Non sono d'accordo, non è solo il fascino vintage a rendere oggetti come la 500 o la Vespa , esteticamente più belli, il fascino di cui tu parli può essere attribuito alla vecchia panda, che pur non essendo un gran bell'oggetto di design, credo ottenga la simpatia dei più per il suo essere senza pretese. Al contrario se prendiamo una GS 160 del 1960, credo che si possa affermare senza dubbio che sia il vertice della parabola, nel grafico che rappresenta l'andamento del design per quanto riguarda ciclomotori di bassa cilindrata ad uso amatoriale e a basso costo. Ci sono molti oggetti che seppur vintage non hanno neanche lontanamente la classe e l'eleganza della Vespa.

Willy

14:27  
Anonymous Manu said...

"Ci vuole rispetto, dunque, per la 500. La FIAT questo rispetto non ce l'ha avuto e ha proposto sul mercato la Nuova 500, una rivisitazione del capolavoro italiano dal profilo davvero basso."

Ho pensato lo stesso quando hanno smesso di produrre il vecchio maggiolone per riproporre la versione "moderna", simile a tante altre macchine, poco originale ed esteticamente non all'altezza del suo "antenato".
Ridatemi "el bocho"!!! (come lo chiamano in Messico :D )

16:58  
Anonymous Anonyme said...

Per una volta concordo con truffa. La funzionalità nega l'essenza di un oggetto. Quanto più un oggetto ha perso la sua originaria necessità, tanto più ci affascina. La vespa, la vecchia 500, i dischi in vinile oppure le piramidi, il pantheon, l'acropoli di Atene sono tutte cose che ci affascinano in quanto privi di utilità, puri manifesti di un epoca. Il design puro è una questione di gusto e cambia con gli anni...magari tra 20 anni spopoleranno gli anni '90 e saremo tutti in giro con il bomber e le reebok pump ai piedi, in sella al nostro F10 malaguti, dicendo cose tipo: "belin, come gli anni '90 non ce n'è!...ma com'era bello l'F10, che design!...Oh, hai visto il mio nuovo bomber originale degli anni '90 con l'interno arancione?.."

Paro

17:53  
Anonymous Anonyme said...

Forse............ ma rimango dubbioso.

Willy

12:14  
Anonymous Anonyme said...

credo che i commenti in questa pagina non finiranno mai..
Prima di tutto volevo farvi sapere che io il bomber nero con l'interno arancione l'ho accuratamente conservato nell'armadio perchè sicuramente un giorno lo si riuserà e ci piacerà un sacco..
però stavo anche pensando che il design non esiste senza la funzionalità!! la vespa è bellissima proprio perchè affronta il tema della funzionalità in maniera sorprendente..in più la funzionalità unita ad una linea senza tempo-poi è stato il primo scooter, quindi non si può pensare che non sia l'icona dello scooter,l'idea-ne hanno decretato l'immortalità.
E poi c'è il gusto di avere qualcosa di vecchio..alla fine tutto quello che si fa lo si fa per ricordare..
Fabrizio

14:30  
Anonymous Rufus in fabula said...

Credevo che il commento di Willy fosse davvero l'ultimo e invece no, grandi Fabri! A questo punto propongo di tenere viva questa pagina a tempo indeterminato, finché chiunque abbia voglia di aggiungere qualcosa sul design.
Io direi che la funzionalità appartiene più o meno a tutti gli oggetti; nel nostro caso parliamo più di funzionalità necessaria unita ad accessibilità economica.
Riguardo alla linea senza tempo... credo sia solo la normale evoluzione di una linea anonima, senza pretese (con un connotato non positivo). Sono d'accordo sul fatto che l'essere il primo scooter non sia trascurabile, ma la 500? Non era la prima, non era quella considerata più bella, non era l'unica auto accessibile sul mercato; era la PIU' accessibile, e aveva quattro ruote.

16:22  
Anonymous Anonyme said...

non era proprio la prima ma era la prima POPular..era la prima che mio nonno ha guardato e sulla quale ha detto "questa me la posso comprare!!".
Cazzo..mica male come primato..

12:23  
Anonymous Anonyme said...

A parte che, se andiamo a vedere, il primo scooter è la Lambretta. Poi non è neppure vero che la '500 fosse così economica e così POP (il prezzo di lancio era 490.000 lire, definito da wikipedia "piuttosto alto se paragonato alla '600"...la renault 4 e la 2 cv non credo costassero molto di più). La vera auto POP del boom economico è stata la '600! Noi ci ricordiamo della vespa e della '500 perchè hanno rappresentato meglio quello che era l'immaginario collettivo di un epoca, che non corrisponde necessariamente alla realtà.
Paro

16:54  
Anonymous Rufus in fabula said...

Belin Paro che si informa... A pensarci, credo che sia vero che non fosse la più accessibile (anche se era molto abbordabile).
In casa mia la 500 non fu l'auto del nonno che finalmente se la comprava dopo una vita di fatica; fu l'auto di mio zio e mia mamma che se la compravano coi primi soldi, appena patentati.
Da questo potrei aggiungere un'altra ipotesi, che avrebbe bilanciato il prezzo non tutto dalla sua parte. Rispetto ad altre auto come la 600 aveva una carattere meno familiare, adatto a tutte le età. Non era proprio utilitaria... aveva qualcosa delle odierne city-car.

16:01  
Anonymous Anonyme said...

Paro piantala di tirartela con questi dati da googlecultura e queste prese di posizione da opinionista del giovedi in seconda serata....

con questa il Paro síncazza.

Guglie

22:51  
Anonymous Anonyme said...

paro da te non me lo aspettavo..vai a cercare le informazioni seriamente e non in questo modo frettoloso solo per provare un brillante commento...la prima Vespa di cui si ha notizia è datata 1946, esattamente un'anno prima del primo modello lambretta..
Antonio Bi

10:39  
Anonymous Anonyme said...

Io sto con Antonio Bi, è lui il custode della verità
Fabrizio

10:41  
Anonymous Anonyme said...

Ricordo al signor Gugliandolo che mi ha più volte confessato di voler fare l'opinionista...non so se proprio il giovedì,cmq...
Paro

18:25  
Anonymous Anonyme said...

no, scusate...mi sono sbagliato...il Paro è il vero custode della verità
Fabrizio

(questa è fine)

18:27  
Anonymous Anonyme said...

maledetti..abusare così del mio nome per dare ragione al paro...
Fabrizio

20:25  

Enregistrer un commentaire

<< Home